Cari colleghi e amici,
Dopo decenni trascorsi in studio, con l’ascolto dei tessuti come bussola e la ricerca della salute come obiettivo, ho sentito il bisogno di fare un ulteriore passo avanti. Molti di voi conoscono il mio percorso e il volume “Lesioni intraossee”, pubblicato qualche anno fa in Italia. Oggi, con una punta di orgoglio e molta emozione, sono felice di annunciarvi che quel lavoro è pronto a parlare una nuova lingua: è uscita la traduzione ufficiale in inglese.
Cosa mi ha spinto a tradurre questo libro in inglese?
L’osteopatia è un linguaggio universale, ma la condivisione scientifica necessita di un veicolo che possa raggiungere ogni angolo della nostra comunità globale. Portare il concetto di “lesione intraossea” al pubblico anglofono significa:
- Contribuire al dibattito internazionale: Portare l’esperienza e la tradizione clinica italiana in contesti accademici e professionali esteri.
- Validare il metodo: Sottoporre le nostre intuizioni e i risultati clinici al confronto con colleghi di tutto il mondo.
- Creare un ponte: Offrire agli studenti e ai professionisti stranieri una chiave di lettura approfondita su un tema spesso complesso e sottovalutato.
Il cuore del libro: Oltre la meccanica articolare
Il concetto di lesione intraossea rappresenta, per molti di noi, una delle sfide più affascinanti. Non parliamo solo di mobilità tra le ossa, ma di una memoria traumatica o evolutiva che risiede all’interno del tessuto osseo stesso.
Nel libro ho cercato di condensare anni di palpazione e successi clinici, analizzando come la plasticità dell’osso risponda alle sollecitazioni e come l’approccio osteopatico possa intervenire laddove la funzione sembra compromessa a un livello profondo.
Un invito alla comunità
Questa pubblicazione non è solo un traguardo personale, ma un riconoscimento per la qualità dell’osteopatia che esprimiamo nel nostro Paese. Spero che questa versione inglese possa diventare uno strumento utile per chiunque voglia approfondire la materia, dalle università inglesi e americane alle cliniche europee.
Ringrazio tutti voi per il supporto costante e per il confronto quotidiano che, negli anni, ha reso possibile la nascita e l’evoluzione di questo lavoro.
Verso nuovi orizzonti, con le mani di sempre.


